“La Carta non è strumento di potere così Berlusconi torna a Cromwell”

di GIUSEPPE D’AVANZO

A Gustavo Zagrebelsky, costituzionalista e presidente emerito della Corte costituzionale, Repubblica chiede di riflettere ad alta voce sul significato e il valore dell’annuncio di Silvio Berlusconi: il premier vuole riformare, con la sua sola maggioranza, il Consiglio superiore della magistratura; separare in due diversi ordini la magistratura giudicante dalla requirente (i pubblici ministeri); un referendum popolare dovrebbe poi confermare entro tre mesi il disegno.”Prima di discutere il merito – dice Zagrebelsky – qualcosa va detto sulle riforme mancate, sulle colpe, le responsabilità dei riformatori finora mancati. Mi definisco un conservatore costituzionale. Penso che il lavoro compiuto all’inizio di un ciclo politico sia sempre più apprezzabile, migliore, di un’attività in corso d’opera. E tuttavia non è che non veda come un grave deficit non aver adeguato i meccanismi di garanzia della Costituzione alle trasformazioni del sistema politico. Ne è un esempio proprio l’articolo 138…”.

L’art. 138 della Costituzione regola le leggi di revisione della Costituzione.
“Appunto, l’art. 138 prevede che le riforme costituzionali debbano essere approvate con un ampio consenso raccogliendo il voto della maggioranza e di una parte dell’opposizione”.

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Ragazzi di IV A ITI

Naqi, Giovanni, Yaindi

Il discorso di Davide è stato molto interessante perché usando un linguaggio comune di tutti i giorni e catturando l’attenzione di tutti ci ha fatto capire che la mafia è sempre tra noi e che anche in disgrazie che capitano casualmente c’è sempre un’organizzazione mafiosa tra cui la più potente in Italia attualmente è la n’drangheta (mafia calabrese), che non si fa scrupoli uccidendo donne, bambini.

Questo è un problema molto importante e che ci deve far riflettere perché condiziona la vita di tutti.

Francesco, Giacomo

Usiamo un linguaggio che non rappresenta la realtà. Davide Mattiello ci ha risparmiato un linguaggio privo di anima e non si risparmiato nell’esprimere a pieno la realtà della situazione attuale. Grazie alla sua poca, quasi assente, simpatia per “questi puristi” abbiamo potuto ricevere fatti e realtà che nessuno in quel momento avrebbe potuto condizionare dai media e da coloro che tengono ad oscurare e trarre profitto da queste situazioni.

Le sue parole sono state decise e ferme sulle idee e pensieri che coinvolgono lo Stato italiano nelle situazioni e nella lotta alla mafia.

Le situazioni da lui descritte portano alla luce fatti terrificanti che ogni giorno accadono in alcuni luoghi d’Italia.

Giuseppe, Emanuela, Damiano, Simone
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A volte si rischia che ci sfuggano i risultati e gli esiti dei nostri sforzi, quindi è bene sottolinearli. Abbiamo cominciato l’anno, salutando il progetto Biennale Democrazia, che ci accompagnerà lungo tutto l’anno, come il nodo centrale della nostra esperienza per l’anno 2008-2009. Il lavoro di progettazione è stato molto oneroso e intenso, almeno tre ambiti diversi Acmos (con relative squadre) sono stati investiti della gestione del progetto, la capillarità dell’azione si estende a tutta la regione Piemonte. Insomma, dopo mesi e mesi di lavoro, iniziamo a cogliere i frutti.

In queste settimane, dopo il mese di carovana nelle piazze piemontesi, il progetto si sta raccontando nelle scuole di tutte le province, grazie all’instancabile energia di Davide, che con assemblee ad hoc racconta del Campus e coinvolge le classi sui temi della Biennale. I ritorni sono molto positivi, soprattutto dei ragazzi, forse perchè come ha detto una professoressa: “in questi anni ho capito che non esistono ragazzi spenti, demotivati, apatici, ecc. ma solo ragazzi in standby che attivano le energie se capiscono che ne vale la pena.”

Il Campus di aprile sarà l’occasione per far confluire tutto questo straordinario lavoro; i mesi che ci separano sono ormai pochi e la rincorsa è cominciata.

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